GLI ESAMI (DIAGNOSTICA STRUMENTALE)
Dopo aver diagnosticato la patologia attraverso una valutazione dei sintomi, è necessario prima di andare a visita dall’ortopedico effettuare una radiografia del ginocchio in modo da poter valutare lo stadio della malattia. L’esame radiografico del ginocchio (RX) consente di valutare lo stato delle strutture ossee presenti all’interno dell’articolazione (condili femorali, piatto tibiale e rotula). L’esame standard consiste nell’acquisizione di due radiogrammi uno in AP (antero-posteriore) e uno in LL (latero- laterale) preferibilmente entrambe sotto carico (paziente in piedi e non sdraiato). Radiogrammi aggiuntivi che posso essere richiesti successivamente dallo specialista sono:
• Radiografia degli arti inferiori in toto sotto carico o teleradiografia (per valutare il disallineamento fra il femore e la tibia);
• Radiografia Assiale di Rotula a 30° (in caso di patologie che interessano il comparto femoro-rotuleo). La risonanza magnetica (RMN) è un esame diagnostico non di prima istanza nella patologia artrosica, di solito richiesta dallo specialista quando sospetta una o più lesioni a carico dei menischi, delle strutture legamentose o tendinee. La RMN al ginocchio permette una valutazione ottimale dei tessuti molli presenti all’interno dell’articolazione e dello stato infiammatorio dell’osso sub-condrale (osso spongioso). La tomografia assiale computerizzata (TAC) raramente indicata, di solito i motivi di esecuzione della TC del ginocchio sono: esiti di lesioni traumatiche (frattura del piatto tibiale, frattura del terzo distale del femore, frattura della rotula, frattura della testa del perone, etc.) o di pregressi interventi chirurgici.

ALGORITMO DI TRATTAMENTO DELL'ARTROSI DI GINOCCHIO PROPOSTO DALLA SOCIETA' ORTOPEDICA AMERICANA AAOS
TRATTAMENTO NON CHIRURGICO
È possibile mettere in campo tutta una serie di trattamenti fisioterapici, farmacologici e non atti a diminuire la sintomatologia dolorosa e migliorare la motilità articolare.Trattamenti non farmacologici: La gestione non farmacologica dell'osteoartrosi del ginocchio dovrebbe concentrarsi sull'esercizio fisico e il raggiungimento di un peso ideale. Perdita di peso: È stato dimostrato che la perdita di peso è un mantenimento del proprio indice di massa corporea (BMI) al di sotto di 25 riduce il dolore e rallenta la degenerazione cartilaginea. Una perdita di peso dal 7% al 10% nei pazienti obesi con osteoartrosi del ginocchio sintomatica permette di ottenere una concreta diminuzione del dolore. È importante sottolineare come la perdita di peso deve essere mirata a una riduzione di quella che è la massa grassa (quantità totale di grasso estraibile dal corpo umano) e non alla massa magra (tutto ciò che resta dell'organismo dopo averlo privato del grasso di deposito: ossa, tendini, muscoli etc). Infatti una perdita di tessuto muscolare a discapito di quello adiposo peggiora la capacità di movimento e l’effetto protettivo che i muscoli hanno sulle articolazioni. Il raggiungimento quindi di un peso corporeo ideale deve essere mirato a un aumento della massa magra e una diminuzione di quella grassa.
Esercizi: La massa muscolare e la forza si riducono inevitabilmente nel naturale processo di invecchiamento, una perdita di forza è apprezzabile anche quando viene mantenuta la massa muscolare. Si raccomanda quindi di eseguire con regolarità esercizi isometrici (come sollevare la gamba estesa contro la forza di gravità), attività aerobiche (camminare in piano, nuotare o andare in bicicletta ad esempio) ed esercizi di stretching. Utili anche i programmi di allenamento così detti "misti" che includono sia l’attività aerobica che di potenziamento muscolare, da effettuare in maniera progressiva e adattabili alla vita quotidiana del paziente. Recenti studi suggeriscono che i benefici di un’attività fisica, con riduzione della sintomatologia dolorosa, compaiono già dopo sole 12 sessioni di allenamento e possono durare da 2 a 6 mesi. Gli esercizi comunque dovrebbero essere sempre adattati al livello funzionale di ogni singolo paziente con programmi costruiti su misura.
Terapia farmacologica topica
Le preparazioni più comuni per uso locale sono gel e cerotti contenenti farmaci anti infiammatori non steroidei (FANS). L’obbiettivo di queste formulazioni è quello di ottenere un effetto antinfiammatorio locale riducendo al minimo l’assorbimento sistemico. L’efficacia e sicurezza dei FANS topici nel trattamento dell'osteoartrosi è ancora molto dibattuta anche se recenti studi hanno dimostrato una loro minor tossicità ed una reale efficacia antinfiammatoria ma è necessario un trattamento prolungato nel tempo (circa 12 settimane).